Diario di bordo · 02 · Metodo

Perché ho applicato Agile al vibe coding

Quando ho iniziato a lavorare con l'AI, mi è sembrato efficace e naturale applicare un approccio a cicli brevi: una fase iniziale assimilabile a un Discovery Sprint, poi il lavoro scomposto in sprint più piccoli, con un backlog che tiene insieme le priorità. Mi sono reso conto quasi subito che un agente AI — o più agenti AI insieme — si comportano un po' come un team multidisciplinare: uno scrive, uno rivede, uno testa, ognuno con il proprio ruolo.

La differenza rispetto a un lavoro fatto da soli è che qui la realizzazione materiale — scrivere il codice — è demandata all'AI. Lo sforzo si concentra altrove: sul disegno di cosa serve davvero e sulla supervisione di quello che viene prodotto, più che sull'esecuzione in sé.

Ogni ciclo, tradotto in pratica, aveva più o meno sempre questa forma:

BACKLOG cosa viene dopo PROMPT definisco il compito CODICE AI l'agente scrive TEST · UAT provo davvero FEEDBACK cosa ha funzionato aggiorna il backlog, si riparte
Lo stesso ciclo, applicato qui a un team fatto di agenti AI

Il backlog, nel mio caso, è semplicemente un file markdown con una lista di checkbox — niente di sofisticato. Ma fa esattamente il suo lavoro: tenere sempre chiaro cosa viene dopo, e permettere di riordinare le priorità senza perdere la visione d'insieme quando l'AI propone più strade diverse per lo stesso problema.

La parte di test e UAT resta quella che richiede più disciplina: il codice generato "sembra" corretto, compila, fa quello che sembra dovesse fare — ma solo provandolo davvero, con dati veri e casi limite veri, emergono i problemi reali. Il feedback su quei problemi è ciò che rientra nel ciclo successivo, aggiornando il backlog invece di proseguire su basi traballanti.

Idea ancora acerba — solo un accenno

C'è una cosa che mi si è chiarita lavorando così, sprint dopo sprint, ed è ancora troppo poco definita per meritare altro che un accenno: se un agente AI lavora bene dentro uno sprint ben delimitato assumendo un ruolo specialistico, cosa succede se ne fai lavorare più di uno in parallelo, ciascuno sul proprio pezzo di backlog, con qualcosa sopra che orchestra chi fa cosa e in che ordine integra i risultati?

È l'idea di un'applicazione per governare lo sviluppo in vibe coding con più agenti AI in concorrenza tra loro — non è ancora un progetto, è più un'intuizione che continua a tornare, nata proprio dall'aver trattato l'AI come un team multidisciplinare invece che come un singolo esecutore. Se prenderà una forma più precisa, probabilmente lo scoprirete nella prossima pagina di questo diario.

BACKLOG CONDIVISO AGENTE 1 AGENTE 2 AGENTE 3 ORCHESTRATORE · integra i risultati
Solo uno schizzo mentale, per ora — tre agenti in concorrenza su fette diverse dello stesso backlog

Applicare questo approccio non ha reso il vibe coding più semplice, ma mi ha dato un vocabolario e uno schema già pronti, invece di doverne inventare uno nuovo da zero mentre imparavo anche a lavorare con l'AI.

#agile #vibecoding #orchestrazioneagenti #buildinpublic
Metodo ancora in evoluzione — questa pagina verrà probabilmente aggiornata quando l'idea dell'orchestratore prenderà forma.

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